Tranquilli in fuoristrada

Da qualche tempo, il trend sui social per chi è appassionato di Gravel e MTB è diventato una sensazione di allarme e d'inquietudine.

Perchè direte voi ?

In sostanza una integrazione legislativa apparsa in GazzettaUfficiale il 28 novembre scorso e si riferisce alla viabilità forestale e silvo-pastorale ha sollevato un tantino di polverone.

Però, come dire, tranquilli è solo polverone ma cerchiamo di andare per ordine.

La premessa.
Fino allo scorso 16 dicembre il fuoristrada con mezzi a motore endotermici era vietato da leggi regionali, praticamente in ogni regione.
Controlli e sanzioni competevano ai carabinieri forestali e la polizia provinciale, applicando la legge regionale della regione in questione.
La legge che prima vietava il fuoristrada sulle strade agropastorali, forestali erano applicate con gli articoli delle regole di PMPF ed ogni regione applicava sanzioni che variavano da regione a regione. Emilia Romagna 101 euro, toscana 200, ed altre ....

Se ti trovavano su qualsiasi strada non asfaltata o sterrata ma non comunale o provinciale, con mezzo a motore eri multabile e fine della storia

E oggi
Dal 16 dicembre sarà sostanzialmente la stessa cosa, ma il decreto delle strada forestali e agropastorali è stato unificato a livello statale, atteniamoci ai fatti.

Decreto viabilità forestale, le precisazioni dal MiPAAF

"È opportuno rammentare che la competenza primaria in materia è delle Regioni, ed ogni regione e provincia autonoma ha già una sua legge regionale che disciplina gli aspetti strettamente tecnici e la fruibilità di tali viabilità. Il decreto si muove nell’ambito delle previsioni dell’articolo 9 del Testo unico delle foreste e filiere forestali del 2018 (D.lgs. n. 34/2018), in vigore già da anni, senza alcun contraccolpo sul tema della fruizione della viabilità forestale.

Nulla si innova in merito al transito autorizzato sulla predetta viabilità, fermo restando che, come espressamente previsto all’articolo 2, comma 3 del decreto, le strade e le piste forestali non sottostanno ai criteri di sicurezza previsti per la viabilità ordinaria, poiché si tratta di viabilità esclusa dal Codice della strada. Inoltre, come esplicitato dal medesimo comma, è compito delle Regioni disciplinare le modalità di utilizzo, gestione e fruizione della viabilità forestale tenendo conto delle necessità correlate all’attività di gestione silvo-pastorale ed alla tutela ambientale e paesaggistica.

Si fa inoltre presente che in capo alla Regioni è incardinata anche la competenza in materia di prevenzione del dissesto idrogeologico e del rispetto di quanto previsto dal vincolo idrogeologico; pertanto, spetta alle Regioni la competenza a valutare gli effetti della fruizione pedonale, cicloturistica o con mezzi motorizzati diversi da quelli forestali sui tracciati, i cui effetti su fondi non asfaltati hanno impatti ben diversi tra loro; essi dovranno essere valutati con la massima attenzione alle singole realtà territoriali.

Da ultimo, si ribadisce che tutte le Regioni all’unanimità hanno approvato il decreto e le linee guida, ben consapevoli delle proprie competenze e delle conseguenze gestionali”.

Questa è l'interpretazione ufficiale del provvedimento, che ribadisce la competenza delle Regioni a disciplinare la viabilità forestale.
Non a vietare il fuoristrada tout court e di certo non alle Gravel, non alle MTB, non alle E-Bike in regola con le norme della pedalec.

Basta allarmismi.

Dalla Redazione Slow Bike Tourism



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