E scusate la presa di posizione...

Di recente è apparso, nella versione italiana di Rolling Stone Magazine, un articolo poco edificante

Si potrebbe dire una semina d'odio nei confronti di chi usa la bici che osa disturbare l'impero di chi guida un mezzo a motore
Peccato che una testata come questa abbia perso opportunità per mostrare più equilibrio.


Potrebbe anche essere una mera speculazione per fare quell'operazione che, in gergo tecnico, si chiama "acchiappamosche" ovvero attirare potenziali lettori lanciando un esca.

Abboccare, non abboccare...
Cadere oppure no nella provocazione ?

In redazione abbiamo deciso di non lasciare cadere nello sdegno silenzioso, scusate ma ci è parso doveroso
Non vi daremi il link del pezzo di Rolling Stone
Se volete cercare
"Cadono come mosche e non sanno stare in fila. Chi sono?"

Questa la lettera aperta inviata alla testata
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Cari signori di RollingStone

Consentite di esprimere indignazione per il gusto discutibile del vs pezzo non firmato dall'autore
Peccato che invece di conversare su come condividere spazi si preferisca seminare odio classista

Vero che ci sono persone ineducate, lo sono a prescindere dal mezzo
A due ed a quattro ruote

Noi ciclisti non imperiamo di certo, meno che mai sulle strade che non ci ostiniamo ad usare.
Sono un mezzo, un supporto destinato a tutti coloro che circolano quindi non sono una proprietà dei mezzi a motore
Sono di tutti
Noi siamo (anche) ciclisti è una passione, ed è un veicolo.
Siamo sulle strade tutti i giorni per divertimento e per lavoro.
La bici ci permette di vivere meglio, perchè ci da la possibilità di viaggiare senza intasare il mondo, contrariamente a quanto si pensi si intasa meno in bici che non in auto.
Potremmo trovare sulla ns strada un odiatore come colui che scrive e per questo perdere la vita, esempio educativo non sembra davvero.
Convinti che, se in Italia ci fossero più ciclisti e meno automobilisti, più amatori e meno odiatori le cose andrebbero leggermente meglio.
Tecnicamente si chiama rispetto.
Rispetto che pare da voi a RollingStone non sia presente.
Rispetto che è mancato per tutte quelle persone che, spesso non per colpa loro, sono morte sulla strada, ma soprattutto per i loro famigliari.

Auguri per i futuri articoli, con la speranza di maggior tatto e gusto
Saluti

Dalla Redazione Slow Bike Tourism

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